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Il Dr. Marco Pollettini, medico veterinario, dal 2004 usa le cellule staminali del sangue (e non del midollo osseo) per rigenerare in poco tempo i tessuti danneggiati (legamenti, tendini, muscoli) dell’organismo ed ottenere enormi risultati positivi in patologie cardiovascolari, nervose e dermatologiche. I successi sono a migliaia con numerosi casi clinici che documentano le guarigioni e ora è pronto per la sperimentazione in umana di un brevetto che potrebbe stravolgere in positivo la medicina umana.

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L’albero genealogico del sangue: le cellule staminali del sangue sono all’origine di tutti i tipi di cellule del sangue. Quando una cellula staminale del sangue si divide, le sue cellule figlie intraprendono diversi percorsi differenziativi allo scopo di produrre diversi tipi di cellule specializzate del sangue.

Marco Polettini cura principalmente cavalli, cani e gatti e in generali tutti gli animali vicini all’uomo nella scala zoologica ed ha perfezionato la tecnica in oggetto su animali con patologie non provocate, il più delle volte ridotti in condizioni estreme, ottenendo guarigioni che ad oggi appaiono miracolose.

In 10 anni ha effettuato 50.000 inoculazioni di cellule staminali mettendo a punto dei protocolli specifici su molte patologie ottenendo un’altissima percentuale di successi e nessun effetto collaterale e nessuna controversia. La tecnica è stata brevettata con il nome di Thankstem e viene considerata sicura, non invasiva, rapida ed efficace per rigenerare l’organismo, prevenire malattie, riorganizzare il sistema immunitario e curare molte patologie neurologiche, cardiache, oftalmiche, dermatologiche ad oggi ritenute incurabili; rilevantissimo poi è l’effetto antidepressivo che si manifesta quasi subito sui soggetti...

... trattati.

Cosa sono le cellule staminali del sangue usate dal Dr. Marco Pollettini

Le cellule staminali pluripotenti sono cellule capaci di dividersi infinite volte e dar vita a molteplici linee cellulari per formare l’organismo, ovvero sono cellule non ancora programmate per un determinato compito e quindi l’organismo le utilizza come un esercito pronto a sostituire le cellule danneggiate in caso di malattia. Sono infatti in grado di ricostruire porzioni di tessuto danneggiato come nel caso di ferite, fratture, malattie degenerative, ecc.

Poiché nell’animale adulto (e lo stesso per l’uomo) il numero di tali cellule è molto limitato, se vengono incrementate si permette all’organismo di avere ulteriori alleati per combattere la malattia in modo più efficace e veloce.

La novità del metodo del Dr. Marco Pollettini è che queste cellule staminali sono prelevate, incrementate e reinserite in modo altamente efficiente evitando tutti gli effetti collaterali e le complessità dei normali metodi oggi diffusi sulle cellule staminali che includono:

  • Trovare le cellule più adatte
  • Estrema complessità ed invasività dei metodi di prelievo
  • Presenza di rischi di rigetto
  • Tempi lunghi
  • Alti costi
  • Impossibilità di ripetere a poca distanza i trapianti.

Le differenze della terapia con le cellule staminali secondo il brevetto THANKSTEM sono che:

  • Sono il frutto di una trasfusione autologa di sangue per cui non danno rigetto: ovvero prelevate e reinoculate dallo stesso individuo annullando ogni pericolo di rigetto e/o patologia acquisita per trasfusione. Bastano pochi millilitri di sangue periferico.
  • Derivano da cellule ematiche. Pochi ml di sangue permettono di ottenere una popolazione cellulare omogenea ad altissimo grado di differenziazione;
  • Sono ottenute immettendo nel campione di sangue fattori di accrescimento in un quantitativo 10.000/100.000 volte inferiore a quello usato con le normali tecniche.
  • L’inoculazione può essere ripetuta più volte anche a breve distanza di tempo, senza i rischi ed i costi del mantenimento e trasferimento dei metodi classici.
  • Si ottengono risultati superiori rispetto a tutte le altre tecniche che utilizzano le staminali, anche grazie all’importante opzione applicativa data dall’infusione endovenosa con potenzialità terapeutiche che altre metodiche non permettono.

Esempi di casi clinici sui cani con l’applicazione delle cellule staminali

PRIMO CASO: Alano di 5 anni con sintomatologia neurologica progressiva che non rispondeva ad antibiotico e cortisone. Il cane nel primo filmato mostra evidenti sintomi neurologici. Il proprietario dopo un mese di terapia con antibiotici e cortisonici nota un progressivo peggioramento.
Decide di non fare la risonanza e pensa all’eutanasia, inoltre è scettico sul trattamento con le staminali.
Marina che lo aveva allevato e ama profondamente tutti i suoi cani gli impone quasi questo tentativo, se ne sobbarca l’onere e così le cellule vengono inoculate.
Non ha però il coraggio di chiamare per avere notizie e nei mesi successivi pensa al peggio.
Ma 5 mesi dopo il trattamento il proprietario lo riporta in allevamento e guardate i miglioramenti sia di andatura che di struttura fisica.
Approfitto per dire che questa terapia è straordinaria perchè cambierà la medicina , ma lo è anche Marina perchè senza la sua determinazione ed il suo aiuto non avremmo potuto andare avanti con la nostra avventura delle staminali del sangue.

SECONDO CASO: Cico è un pastore tedesco di 10 anni con difficoltà di movimento degli arti posteriori che non riusciva ad alzarsi se non con difficoltà e perdeva il posteriore in movimento incrociando gli arti.
Una sintomatologia con una componente di artropatia ed una neurologica. Cico è stato sottoposto ogni 6 mesi al trattamento con le staminali. Lo vedete camminare dopo un anno e dopo due anni, quando ha raggiunto 12 anni.
È sicuramente in ottima condizione per un pastore tedesco di questa età e i proprietari dicono che è molto più attivo e vitale di due anni prima.

TERZO CASO: Questo è il caso di wobbler in un doberman che in pochi mesi lo ha portato quasi a non reggersi in piedi. Viene fatto il trattamento con le staminali per via sistemica e nelle articolazioni cervicali con la nostra tecnica. Il cane ci viene riportato dopo 8 mesi dove è molto più sicuro nella sua andatura ed il proprietario dice che ha avuto un miglioramento enorme. Nel wobbler di un cane anziano il trattamento andrebbe ripetuto ogni 6 mesi circa e le staminali agiscono sia sull’artrite degenerativa sia sulla componente neurologica.

QUARTO CASO: Questo è un doberman femmina affetta da wobbler con notevole difficoltà nel camminare che abbiamo trattato con le staminali per via sistemica e localmente a livello cervicale. Il cane nel periodo successivo ha ricominciato a fare nuovamente le scale ed ha migliorato il movimento notevolmente. Dopo 8 mesi lo vediamo molto meglio, ma i proprietari dicono che ricomincia a peggiorare per cui facciamo un secondo trattamento. La sindrome di wobbler anche in questo caso ha mostrato enormi miglioramenti.

Thankstem in sperimentazione anche sull’uomo

Tutto è pronto per partire con la sperimentazione in umana, inizialmente su una sola patologia tra quelle ad oggi senza cura come l’Alzheimer, la sclerosi multipla o l’epilessia. Le staminali pluripotenti sono presenti in numero notevole nello stato fetale, la loro progressiva diminuzione è proporzionale all’invecchiamento, teoricamente quindi aumentando queste cellule rallenteremmo l’invecchiamento con tutte le patologie ad esso correlate.
Se questo protocollo, per ora attivo in campo veterinario, sarà applicato in medicina umana a livello nazionale si otterrà un beneficio in termini di salute della popolazione, un abbattimento di costi del sistema sanitario e soprattutto uno straordinario ritorno in termini di immagine per l’Italia.

Le cellule staminali si stanno affacciando come il futuro della medicina diventando fondamentali nella terapia di molte malattie odierne, incluso il cancro, la sclerosi multipla, il Parkinson, l’infarto, i danni spinali, la malattia di Huntington e molte altre.

Per approfondire

Consultare il sito web del progetto www.thankstem.it e i libri del Dr. Marco Pollettini

Riferimenti scientifici
– Alaimo G. et al. Blood-derived Stem Cells (BDSCs): in Vitro Hepatic Differentiation. J Cell Physiol. 2013 Jun;228(6):1249-54.
– M Polettini et al. Blood-derived stem cells (BDSCs): why and how they work according to quantistic concepts in some horse and dog pathologies irresponsive to treatments. Oral Presentation OP-109
– Herthel DJ. Enhanced suspensory ligament healing in 100 horses by stem cells and other bone marrow components.Proceedings American Association of equine Practitioners 2001, 47: 319-321
– Koerner J, Dobrila Nesic, Jose Diaz Romero et al. Equine Peripheral Blood-Derived Progenitors in Comparison to Bone Marrow-Derived Mesenchymal Stem Cells Stem Cells 2006; 24, 6: 1613-1619.
– Smith RK, Korda M, Blunn GW, rt al. Isolation and implantation of autologous equine mesenchymal stem cells from bone marrow into the superficial digital flexor tendon as a potential novel treatment Equine Vet J 2003; 35, 1: 99-102.
– Smith R.K. and Webbon P.M., 2005. Harnessing the stem cell for the treatment of tendon injuries: heralding a new dawn? British journal of sports medicine, 39, 582–584
– D’Andrea F, De Francesco F, Ferraro G. A. et al. Large-Scale Production of Human Adipose Tissue from Stem Cells: A New Tool for Regenerative Medicine and Tissue Banking Tissue Engineering Part C: Methods 2008; 14, 3: 233-242.
– Katz K. M, Katz RL, Khanna A, et al. Hepatocytes and epithelial cells of donor origin in recipients of peripheral-blood stem cells. N Engl J Med. 2002; 346: 738-746

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