autunno ayurveda

Agni è la parola sanscrita per “fuoco digestivo” e fa riferimento alle capacità digestive del corpo e a tutte le funzioni metaboliche. Un Agni forte e in salute permette di assorbire, assimilare, metabolizzare e digerire gli elementi nutritivi che provengono dagli alimenti, ma permette anche di sviluppare un senso corretto di percezione, metabolismo cellulare, calore corporeo e assimilazione mentale. Con l’arrivo dell’autunno il clima diventa più freddo e secco, potranno comparire o aumentare sintomi quali dolori articolari-muscolari, rigidità, costipazione, cambiamenti d’umore, insonnia, congestione, tosse, raffreddamento

L’Ayurveda, medicina millenaria, è basata su tre tipologie: Vata (l’aria), Pitta (il fuoco) e Kapha (l’acqua). Ogni persona corrisponde ad una tipologia o ad un mix di due tipologie. Le costituzioni, le patologie, i cibi, sono considerati e suddivisi in base a questi tre principi. In estrema intesi una persona snella è vata, una statura media è pita e una corporatura pesante è kapha. Per approfondire vedi Che tipo sei? Ecco...

... la dieta per te secondo la medicina ayurvedica.

Secondo un tradizionale detto ayurvedico, «tutte le malattie sono causate da un sistema digerente mal funzionante». Un fuoco digestivo equilibrato è fondamentale per digerire in maniera ottimale e in autunno dovremmo prediligere alimenti caldi,  idratanti (come le zuppe), leggermente speziati (tra le migliori  zenzero, il pepe nero, il pippali (pepe lungo), il cumino, i chiodi di garofano, la cannella e il finocchio), dando maggior rilievo ai gusti acido e salato; rimuovere le bevande fredde ma prediligere acqua calda, tisane di zenzero e altre spezie;  fare attività fisica, ed è molto importante rispettare la propria tipologia. A riguardo riporto di seguito un interessante estratto dal libro Ayurveda – Trova il tuo Sentiero verso la Perfetta Salute di Sebastian Pole:

EQUILIBRARE VATA, “IL LEGGERO”

Siccome il tipo costituzionale vata è leggero, freddo e asciutto, il miglior modo per equilibrarlo è utilizzare le qualità opposte: radicamento, calore e idratazione/umidità.

Riducete queste esperienze: cibi amari, astringenti e piccanti (insalate fredde, tè nero, spezie molto piccanti); l’andare di fretta, viaggiare; freddo, secchezza; paura, ansia.

Includete queste esperienze: massaggi con oli caldi (specie olio di sesamo); cibi oleosi, cremosi e pesanti; regolarità; calore: acqua calda, abiti e ambienti caldi, tisane di erbe e spezie riscaldanti; calma: tecniche di rilassamento e pratiche yoga; fiducia e sicurezza: accrescete l’autostima e il pensiero positivo. Il trattamento per vata si focalizza sulla regolazione del basso addome e sull’eliminazione di secchezza e tensioni dall’intestino. Utilizzate carminativi-digestivi per ridurre i gas, lassativi e clisteri per ammorbidire le feci. Liquirizia, triphala, semi di lino e zenzero sono efficaci per rinforzare la digestione. Quindi tonificate il sistema nervoso utilizzando erbe come l’ashwagandha, lo shatavari e il chywanaprash.

EQUILIBRARE PITTA, “IL CALDO”

Siccome pitta è caldo, oleoso e intenso, il miglior modo per equilibrarlo è utilizzare le qualità opposte: freschezza, tranquillità, calma, amorevolezza, compassione e moderazione.

Riducete queste esperienze: cibi piccanti, salati e acidi (peperoncino rosso, spezie, sale, cibi fermentati); aggressività, competizione; ambienti caldi.

Includete queste esperienze: cibi dolci, amari e astringenti: cereali, frutta, asparagi, lattuga; bevande rinfrescanti: succo di aloe vera, acqua di rose, tè freddo alla menta, yogurt aromatizzato con coriandolo, succo di erba di grano; massaggi con oli leggeri (olio di mandorla, di cocco, di vinaccioli, olio pitta); “meditazione compassionevole” e yoga non competitivo. Pitta viene alleviato eliminando il calore dal sistema digerente, dal fegato e dal sangue. Utilizzate dei blandi lassativi ed erbe emopurificanti come l’amla, le foglie di neem o il triphala, seguiti da tonici nutritivi ma rinfrescanti come aloe vera, shatavari , liquirizia e succo di erba di grano. Anche due superfood come le microalghe spirulina e clorella sono indicate per mantenere pitta entro la sua soglia di calore.

EQUILIBRARE KAPHA, “IL PESANTE”

Kapha è lento, umido e pesante, il miglior modo per equilibrarlo è utilizzare le qualità opposte: movimento e attività, secchezza e leggerezza.

Riducete queste esperienze: cibi dolci, acidi e salati (zucchero, yogurt, sale); cibi freddi, refrigerati, umidi, bagnati (ghiaccio, latticini, frutta fuori stagione); pigrizia.

Includete il più possibile queste esperienze: cibi amari, astringenti e pungenti (asparagi, tè nero, spezie); movimento fisico, comportamento dinamico: praticate l’Ashtanga yoga e la ginnastica metabolica; dare, condividere, lasciar andare; calore, sauna, massaggi profondi, olio di senape, olio kapha; bere acqua calda e tisane speziate. Il trattamento per kapha si focalizza sull’eliminazione di muco dallo stomaco e dai polmoni. Utilizzate espettoranti come il pippali, lo zenzero, il pepe nero o il trikatu; erbe e tonici riscaldanti come l’ashwagandha, la cannella e il chywanaprash.

Con questi utilissimi consigli i fastidi del cambio di stagione saranno subito risolti e il nostro corpo si riallineerà alla nuova stagione, al cambiamento della natura di cui fa parte.

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