Quando si invecchia, aumenta progressivamente il rischio di tutti i tipi di malattie. Oggi però è possibile rallentare l’invecchiamento come è stato dimostrato dagli studi più recenti sulla regolazione del codice genetico, utilizzando i fattori di crescita e differenziazione delle cellule staminali. Infatti tali fattori sono in grado intervenire sul processo di invecchiamento e prevenire le patologie dovute alla degenerazione cellulare.

Invecchiare non è una malattia ma un processo naturale, dovuto all’invecchiamento cellulare. In assenza di un’attività di regolazione le parti terminali dei cromosomi che contengono l’informazione genetica e definite telomeri si accorciano progressivamente; quando la lunghezza dei telomeri scende sotto una soglia critica, le cellule smettono di dividersi e muoiono. Negli anziani i telomeri sono quindi più corti che nei giovani.*

*I TELOMERI sono parti essenziali delle cellule umane che influenzano il modo in cui invecchiamo. I telomeri rappresentano una sorta di “cappuccio” del DNA che protegge le cellule dagli errori durante la loro replicazione. Con il tempo questo cappuccio tende ad accorciarsi e perdere le sue proprietà protettive. Grazie ai fattori delle cellule staminali si previene questo problema promuovendo il mantenimento dei telomeri.

La longevità è un bilancio tra geni e ambiente

intendendo questo rapporto come il modo in cui le abitudini di vita interagiscono con il patrimonio genetico. In questo senso va visto l’invecchiamento, sempre tenendo presente che il patrimonio genetico può essere modificato in corsa.

telomeri invecchiamento

Oggi, grazie ai fattori di crescita e differenziazione delle cellule staminali, si è in grado di mantenere i telomeri sempre lunghi, anche quando la cellula si divide. I fattori di crescita consentono alla cellula...

... la ricrescita del telomero come avviene spontaneamente in gioventù.

La degenerazione cellulare dovuta all’invecchiamento non è esattamente uguale per tutti gli organi alla stessa maniera, queste sono le età anagrafiche medie per l’invecchiamento dei singoli organi:

invecchiamento organi

Invecchiamento, cellule staminali e cancro

Questi sono i risultati ottenuti dal Dr. Pier Mario Biava che da molti anni collabora con diverse Università Italiane sulle nuove frontiere per la riprogrammazione cellulare per determinare il destino delle cellule staminali sane e patologiche e le incredibili attività regolatorie del codice che organizza la vita: il codice epigenetico.

Pier Mario Biava, infatti, studia da parecchi anni il rapporto fra cancro e differenziazione cellulare: ha isolato i fattori di crescita e differenziazione delle cellule staminali in grado di inibire o rallentare la crescita di vari tipi di tumori umani e di indirizzare in generale il destino delle cellule staminali normali e patologiche. Ciò ha notevole importanza nella prevenzione e trattamento di vari tipi di malattie come le malattie cronico-degenerative, quali Alzheimer, Parkinson ecc. ed in medicina rigenerativa per il rinnovamento e la rigenerazione dei tessuti. Queste ricerche possono avere ricadute positive nei trattamenti integrativi dei trapianti di cellule staminali ed in prospettiva sostituirli. Inoltre hanno notevole importanza nel prevenire l’invecchiamento.

Agire sul codice genetico attraverso il codice epigenetico

Le ricerche intraprese dal Dott. Biava hanno permesso di studiare tutte le fantastiche funzioni del codice epigenetico, ovvero del codice in grado di modulare l’attività dei vari geni, i quali debbono essere regolati dal codice epigenetico per poter funzionare. Questo codice è stato studiato nell’embrione di Zebrafish che ha moltissime proteine che sono le stesse della specie umana. Le ricerche effettuate sono state fondamentali: tale codice è stato infatti studiato e compreso nel suo funzionamento globale. In altre parole è stato studiato l’intero codice che regola la vita: il “Codice della Vita”.

Questa possibilità di studiare il codice epigenetico nella sua completezza esiste solo nell’embrione e solo nel periodo in cui si differenziano tutti gli organi ed apparati: in quel periodo, partendo da un’unica cellula staminale totipotente (l’uovo fecondato), attraverso diversi stadi si differenziano tutti i tipi di cellule staminali: pluripotenti, multipotenti, oligopotenti, cellule in via di differenziazione definitiva e finalmente cellule completamente differenziate.

Terminata l’organogenesi, non è più possibile studiare l’intero codice epigenetico nella sua globalità e nelle sue differenti funzioni. Infatti quando l’organogenesi è terminata, il codice epigenetico viene suddiviso in vari organi e tessuti ed in ogni organo si trova quella parte del codice che serve a controllare e a regolare l’espressione genica delle cellule di quello specifico organo, ma non si ha più la possibilità di studiare tutte le diverse ed incredibili funzioni del “Codice della Vita”.

Dunque solo nel momento in cui il Dott. Biava aveva deciso di studiare il codice di regolazione epigenetica, ovvero il periodo della differenziazione dei vari organi ed apparati, era possibile studiare tutte le differenti ed incredibili capacità regolatorie di tale codice. Ed è quello che è stato fatto fatto, scegliendo anzitutto un embrione che fosse un modello di studio del differenziamento cellulare: nel caso specifico l’embrione di Zebrafish.

Lo studio dell’intero codice epigenetico e delle sue funzioni ha portato a scoperte fantastiche. Queste diverse funzioni vengono brevemente descritte solo per far capire quali grandi opportunità offre lo studio del codice della vita.

Vengono qui di seguito elencate le diverse attività regolatorie del codice epigenetico:

  • Attività Anti-Aging
  • Rallentamento della moltiplicazione e della crescita delle cellule tumorali
  • Attività nella Prevenzione della Neuro-Degenerazione

Identificazione del codice epigenetico che rallenta l’invecchiamento

E’ stata individuata una frazione del codice epigenetico, che per la prima volta nel mondo, si è rivelata in grado di mantenere attivi in modo naturale, senza manipolazioni genetiche, i geni staminali in grado di impedire l’invecchiamento cellulare (si tratta degli stessi geni che Shinya Yamanaka, che per questo nel 2012 aveva vinto il Nobel, aveva introdotto in modo artificiale con un retrovirus in una cellula differenziata, la quale però non può essere utilizzata senza rischi proprio a causa delle manipolazioni subite, che modificano la ciclicità cellulare e mantengono la cellula in una fase di continua moltiplicazione.

Nelle nostre ricerche invece le cellule aumentano la durata della loro vita senza subire manipolazioni, proprio sulla base di una regolazione fisiologica dei geni staminali. Infatti se si sospende la somministrazione di tali fattori le cellule ritornano ad invecchiare, dimostrando pertanto che esse non hanno perso la loro ciclicità e la loro normale fisiologia).

L’aumento della durata della vita cellulare è dovuta all’impedimento del taglio dei telomeri, ovvero della parte terminale del cromosoma composto da sequenze ripetute di DNA; la funzione dei telomeri è quella di proteggere le terminazioni dei cromosomi, consentire la divisione cellulare, proteggere dall’invecchiamento e dal cancro.

Il telomero impedisce la degradazione progressiva dei cromosomi con rischio di perdita di informazione genetica: i telomeri in questo modo agiscono come una sorta di orologio biologico, legato cioè ad un numero massimo di replicazioni del DNA, al termine del quale la cellula diventa troppo vecchia per essere mantenuta in vita. Allora essa prende la via della morte cellulare programmata e conclude in questo modo il suo ciclo vitale. I fattori isolati nei nostri studi non solo impediscono il taglio dei telomeri, allungando in questo modo la durata della vita della cellula, ma attivano anche altri geni, come Bmi-1, che inducono la sintesi di varie proteine, che impediscono la senescenza cellulare.

Aumento della durata della vita e giovinezza

Dunque questi fattori, che si possono ottenere solo in specifici e ben precisi momenti del differenziamento delle cellule staminali, non solo aumentano la durata della vita, ma mantengono le cellule giovani, impedendo a loro di invecchiare. Questo è molto importante perché se noi allunghiamo solo la durata della vita, ma le cellule invecchiano, allora si rischia di avere una vecchiaia con numerosi problemi e con un decadimento fisico notevole.

Fortunatamente i fattori isolati dal Dott. Biava non lasciano invecchiare le cellule e così l’aumento della durata della vita può essere associato ad una buona condizione psico-fisica. Al momento attuale i fattori che hanno evidenziato attività anti-aging sono stati utilizzati per preparare specifiche creme.

Tali creme hanno dimostrato una notevole efficacia in quanto sono state in grado di comportare una significativa riduzione delle rughe al volto e al decoltè. Questi risultati, ottenuti con i fattori isolati durante il differenziamento di specifici tipi di cellule staminali, sono quasi impossibili da ottenere con manipolazioni artificiali del codice genetico perché le diverse manipolazioni genetiche non sono in grado di trasferire l’informazione completa in grado di aumentare la durata della vita e nello stesso tempo di bloccare la senescenza cellulare.

I fattori isolati dal Dott. Biava agiscono con lo stesso meccanismo impedendo la neuro-degenerazione come è stato dimostrato  nelle cellule che per prime vanno in degenerazione nell’Alzheimer. Nella riprogrammazione delle cellule tumorali ciò che è stato dimostrato è che,  a seguito dei trattamenti con tali fattori, le cellule tumorali smettono di moltiplicarsi senza effetti collaterali importanti.

Cell Integrity Age

Ecco un prodotto frutto di queste ricerche innovative:

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Clicca qui o sull’immagine per andare al prodotto

Cell Integrity Age: l’integratore formulato dal Dott. Pier Mario Biava che contiene l’estratto di Caviale di Zebrafish.

Prof. Pier Mario Biava, medico e ricercatore presso l’I.R.C.C.S. MultiMedica, Milano

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