lavoro sviluppo facoltà latenti

“Tutto il sistema in cui viviamo è un complesso apparato volto a impedire lo sviluppo delle facoltà latenti in ogni uomo. A questo risultato si arriva con una serie di mezzi.

Anzitutto, facendo lavorare ogni individuo otto ore al giorno e anche più, ci si assicura che la persona non abbia tempo per evolversi, dovendo pensare soprattutto a mantenersi.

I cibi sempre peggiori, la pubblicità insistente solo sul materialismo, la completa estromissione dai media, dai film, dai telefilm, dagli spettacoli, e dall’informazione in genere, di tutto ciò che è spirituale, produce l’effetto visibile a tutti: l’annichilimento delle persone, l’azzeramento delle volontà, una società di infelici, persone che non conoscono il senso della vita, che sono depresse, che hanno paura di tutto (della bocciatura, della morte propria e altrui, di essere lasciati dal partner, del proprio datore di lavoro cui si sottomettono come schiavi per paura di perdere il lavoro, di parlare in pubblico, di perdere i loro soldi, la...

... loro casa, la loro auto, ecc.) e che sono schiave docili del sistema e i cui svaghi principali sono il calcio o la discoteca, due delle cose più inutili che la mente umana abbia prodotto.”

Spiega Paolo Franceschetti,  avvocato, docente di materie giuridiche, ha pubblicato libri e articoli in materia giuridica (diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo), per poi specializzarsi come legale nel settore dei delitti esoterici e approfondire l’influenza della massoneria e della Chiesa Cattolica nella storia contemporanea e passata.

Il problema infatti non è il lavoro in sé, ma il fatto che, secondo le statistiche, l’80% delle persone intervistate fa un lavoro che non le piace, che porta avanti con fatica, che non gli da stimoli. Questa è la vera nota dolente. Il lavoro dovrebbe essere un modo in cui esprimiamo il nostro talento, le nostre capacità innate che ci rendono unici dagli altri e che migliora la nostra autostima nell’impiegarle. In ogni lavoro deve esserci una parte creativa e stimolante, come già faceva notare Marx e che purtroppo non ha avuto alcun impiego nel socialismo dove invece l’uomo era comunque solamente una macchina produttiva.

“La società non ha bisogno di individui, ma di efficienza. Pertanto, più una persona diventa umana, meno essa è utile per la società, e più diventa pericolosa. L’intero schema della nostra civiltà comporta la riduzione dell’essere umano a un automa. In questo caso una persona è ubbidiente, efficiente e non pericolosa. Altrimenti una mente inventiva, che indaga, creerà inevitabilmente fastidi.”

Rivela Osho in un suo discorso. Ma Osho non era contro il lavoro ma contro la concezione di lavoro che abbiamo e che rende la nostra vita spiacevole e un ostacolo alla nostra evoluzione interiore.

“Il lavoro è una parte necessaria della vostra trasformazione. La meditazione vi porta oltre la mente, ma inizia a tagliare le radici dal corpo-mente, e voglio che voi abbiate una personalità sana e integra. I terapeuti puliscono la spazzatura che i secoli hanno riversato nella mente, poi il lavoro deve radicare il corpo alla terra, e allora la meditazione potrà crescere come i fiori su un albero in alto nel cielo.

“E’ necessario che le persone cambino il proprio atteggiamento verso sul lavoro, in particolare nella mente occidentale. La meditazione dovrebbe essere parte del lavoro, non separata da esso.

“Lavoro e rilassamento non sono in contraddizione. In effetti, più vi dedicate al lavoro e più vi potete rilassare. Per questo entrambi sono importanti. Più duramente lavorate e più profondamente vi rilassate. Il lavoro ha un grande valore. Porterà umiltà e silenzio. Le persone dovrebbero sentire che il loro lavoro è una cosa veramente speciale, e che qualunque lavoro facciano è rispettabile.”

“Si dovrebbe porre l’accento sul lavoro a tempo pieno. 6 ore al giorno vanno bene. Il lavoro fa parte dell’intero programma. Quando lavorate, è come se il lavoro fosse una terapia di gruppo. Chiamatela “meditazione del lavoro”. Se volete meditare veramente e andare in voi stessi, sono necessarie almeno 6 ore di lavoro, e fanno parte del totale cambio della tua energia. È scientifico. Per 6 ore dovreste dimenticare tutto il resto: dimenticate il mondo intero, dimenticate i vostri problemi. Qualunque lavoro sia, siate totalmente in esso. Allora qualcosa è possibile”.

“Quella della separazione tra lavoro e divertimento è un’idea molto occidentale; è un’idea molto cristiana che Dio ha lavorato per 6 giorni e il settimo si è riposato. Ma la mia visione va totalmente contro questa idea del passato. Vi sto dando una visione completamente nuova, un uomo completamente nuovo che non è diviso tra lavoro e riposo. Per me il lavoro e il riposo non sono opposti. Non sono affatto d’accordo con le persone che sentono che lavorano troppo duramente e che hanno bisogno di riposarsi o di fare una pausa per rilassarsi e che devono andare via da qualche parte, lontano dal lavoro. La mia visione è che voi vi divertiate totalmente qualunque cosa stiate facendo. Non sono contrario al nuoto o contrario all’aria aperta, o contrario ai laghi. È la divisione a cui sono contrario, la separazione per cui questo è lavoro e questo è divertimento, l’idea che ho bisogno di andare al lago per fare una pausa, rilassarmi, andare lontano dal lavoro”.

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