Fukushima, acqua contaminata nell’Oceano. La Tepco lancia allarme radioattività

Come riporta La Repubblica, l’azienda che gestisce la centrale nucleare ha comunicato che dell’acqua avvelenata da radiazioni potrebbe aver raggiunto le rive del Pacifico. Pochi giorni fa il primo ministro giapponese aveva rassicurato i vertici del Cio affermando che lo stato delle acque era del tutto ‘sotto controllo’

A destare la preoccupazione dei vertici della Tokyo electric power è la radioattività rilevata in una fossa di drenaggio collegata direttamente all’Oceano pacifico. Probabilmente l’acqua contaminata...

... ha raggiunto il mare. Il livello di radioattività rilevata dai tecnici in alcuni campioni a 150 metri dalla riva raggiunge i 220 becquerel a litro. A destare il sospetto di una perdita sono i livelli di radiazioni ben superiori a quelli registrati nei prelievi effettuati la settimana scorsa nello stesso canale che collega il mare a una zona dove si trovano dei serbatoi contenenti acqua altamente radioattiva, di cui uno aveva lasciato filtrare 300 tonnellate di liquido contaminato.

E’ strano dire “potrebbe” quando si sa che è così, tanto che l’anno scorso tutti i campioni di tonno analizzati dalla  Fisher della Stony Brook University di New York e un team dell’Università di Stanford sono risultati radioattivi, dopo essere stati  pescati sulle coste della California, negli USA, che si affaccia dall’altra parte del Pacifico rispetto al Giappone.

Se ciò non bastasse noi stessi stiamo mangiando quel tonno pescato nei pressi del Giappone!

il codice “Fao 61″ che si trova su scatolette di tonno ed etichette di vari prodotti ittici indica pesce pescato in una vastissima area dell’oceano Pacifico su cui si affaccia anche il Giappone.

secondo le norme europee sulle confezioni del pesce deve sempre essere indicato il codice Fao (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione) che identifica l’area di cattura. Ecco la – diciamo – tabella planetaria dei codici Fao. Clic sull’immagine per accedere, in una nuova pagina, all’originale navigabile.

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Ed ecco il dettaglio della zona di pesca Fao 61. E’ molto vasta, comprende un’area di oceano Pacifico che va dall’estremo Nord della Siberia fino alla Cina e alla corea. Altro clic per aprire la pagina corrispondente sul sito della Fao, che contiene anche i dati relativi a latitudine, longitudine eccetera.

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Alcuni mettono in guardia anche dal FAO 71, molto più comune da trovare.

tonno fao 71

 

tonno fao 71-2

 

Tuttavia come mostra l’immagine seguente la zona di pesca FAO 71 non è direttamente sulle coste giapponesi ma più a sud, e a meno che non ci siano prove che mostrino come il tonno dal giappone sia solito migrare a sud o che la marea radioattiva si sia spostata anche a sud, non abbiamo elementi per giudicare la qualità del tonno, ma il dubbio resta.

Per quanto riguarda il tonno pescato nel Mediterraneo esso è  il tonno rosso dell’oceano Atlantico: dal Pacifico non passa neanche di striscio. Oltretutto è troppo pregiato per finire nelle scatolette: tranne quando è espressamente dichiarato in etichetta e il prezzo è conseguente. Invece a finire nelle scatolette – di norma – è soprattutto il tonno del Pacifico appartenente alle specie più abbondanti e meno pregiate. Quindi occhio all’etichetta!

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