In questa prima parte parlo di cosa sono i coronavirus e perché il nuovo virus scoperto a gennaio ha preoccupato e preoccupa i governi, tanto da costringerli ad adottare misure estreme come chiusura totale e divieto di assembramento.

Chi sono i coronavirus

Parlo al plurale perché non esiste IL coronavirus ma I coronavirus, che sono infatti un’ampia famiglia di virus respiratori, possono causare malattie da lievi a moderate, dal raffreddore comune alla Sars (Sars-CoV, sindrome respiratoria acuta grave – “severa” dall’inglese “severe”) o alla MERS (MERS-CoV, Middle East respiratory syndrome ), la sindrome respiratoria mediorientale.

Vi ricordate della SARS giusto? Ce l’eravamo quasi dimenticata, sono passati tanti anni, ma ora se ne parla spesso. La SARS o sindrome respiratoria acuta grave si chiama in realtà SARS-CoV ed è stata registrata per la prima volta sempre in Cina nel 2002. Nel mondo tra 2002 e 2003 ci sono stati 8098 casi e 774 decessi. Ricordatevi di questi numeri perché spiegherò dopo come interpretarli. Dal 2004 non ci sono più stati casi registrati di SARS.

La MERS sindrome respiratoria mediorientale (dall’inglese: Middle East Respiratory Syndrome, MERS CoV) è stata invece registrata nella prima volta in Arabia Saudita e poi nell’aprile 2012 in Giordania. Fino al 2019, in tutto il mondo, sono stati segnalati 2500 casi di infezione da MERS-CoV (con almeno 850 decessi) in 27 paesi. Tutti i casi sono stati collegati attraverso il viaggio o soggiorno in paesi all’interno e nei pressi della penisola arabica, principalmente in Arabia Saudita. Il più grande focolaio di MERS al di fuori della penisola arabica è stato registrato nella Repubblica di Corea nel 2015.

SARS-CoV e MERS-CoV sono tutti beta coronavirus, e questo ovviamente non è un caso. I beta-coronavirus infatti hanno una proteina, la proteina S, da spikes, una delle principali responsabili della meccanica d’invasione. Le spikes sono quelle punte rosse nella foto, che danno la caratteristica corona tipica dei virus.

Chi è Sars-CoV2

Ormai la storia la conosciamo bene, a dicembre in Cina è stato scoperto un nuovo virus. Il primo gruppo di persone infette è stato segnalato il 31 dicembre 2019 nella città cinese di Wuhan capoluogo della provincia dello Hubei, la più popolosa città della Cina centrale. Dieci giorni dopo, il 9 gennaio 2020, il Centro per il Controllo delle Malattie...

... Cinese (CDC) riportava che l’agente causale di queste infezioni sospette è un nuovo tipo di coronavirus, chiamato all’inizio 2019-nCoV, con un profilo genetico molto simile a quello della più nota SARS-CoV e poi rinominato dalla Commissione Internazionale per la Tassonomia dei Virus in SARS-CoV2. L’11 marzo 2020 il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito la diffusione del Covid-19 non più una epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma una pandemia diffusa in tutto il pianeta. I casi sono cresciuti velocemente e ad oggi (7 aprile 2020) in tutto il mondo abbiamo circa

1.214.973 casi confermati dall’inizio dell’epidemia
67.841 morti
208 Paesi o regioni
fonte: www.salute.gov.it

Da dove viene questo nuovo virus?

Il servoir naturale pare essere il pipistrello (horseshoe bats). Come facciamo a saperlo?

Il genoma del virus del pipistrello è stato analizzato e la sua struttura è identica a quella del virus umano per il 96%.

Ma perché proprio i pipistrelli? [1] [2]

Studi molecolari hanno dimostrato che i pipistrelli sono il reservoir di molte zoonosi incluse Sars-CoV e Sars-CoV2, e molte altre. Nonostante non si ammalino (nella maggior parte dei casi) e abbiano una carica virale molto bassa, possono ospitare diversi virus che riescono ad infettare altre specie. Questo perché sono i mammiferi al secondo posto per numero, sono numerosi e hanno vite lunghe, e inoltre sono gli unici mammiferi a volare. Volano e quindi hanno un metabolismo più veloce, hanno un temperatura corporea molto più alta rispetto ad altri mammiferi, e viaggiano in uno stato costante di immunodepressione, una sorta di vantaggio evolutivo che permette loro di convivere con i virus ma senza ammalarsi. Questo potrebbe essere il motivo per il quale molti dei virus che vengono dai pipistrelli possono sopravvivere bene anche nello stato febbrile [4] [5]

Abbiamo dunque il responsabile di questa pandemia?

No. Abbiamo infatti un 4% di differenza nel genoma, che non è affatto poco.

E allora chi è l’ospite intermedio? Quello nel quale il virus ha fatto il salto ed è diventato un nostro problema? Nonostante le fake news, i pipistrelli non hanno poi tante possibilità di interagire con la popolazione cinese, sono sì diffusi in quelle zone ma dopo la prima epidemia di SARS-CoV sono state imposte leggi severe che vietano il commercio di pipistrelli nei mercati cittadini. Non avendo dunque il contatto diretto con il pipistrello, non possono essere loro gli unici responsabili. Il pipistrello è il reservoir naturale del virus certo. ma manca l’ospite intermedio nel quale il virus ha fatto il famoso spill-over ed è diventato un virus in grado di infettare l’uomo.

A questo punto secondo alcuni ricercatori entra in gioco il pangolino, un piccolo mammifero il cui commercio è vietato ma che viene utilizzato per alcuni rimedi di medicina cinese. Gli animaletti vengono contrabbandati e ovviamente nascosti nelle case. Ed è qui che probabilmente il virus ha avuto modo di modificarsi ed è diventato ufficialmente un nostro problema.

Perché è importante conoscere il reservoir? Per evitare che capiti di nuovo, alcune specie animali vanno tenute sotto controllo. Il che non significa ridurne la popolazione, ma semplicemente evitare il contatto tra uomo e animali selvatici che vanno rispettati e lasciati nel loro habitat naturale.

Le inevitabili bufale…il virus è stato creato in laboratorio?

Come sempre in questi casi si stanno diffondendo diverse bufale, in particolare quella che sostiene che il virus sia stato creato in laboratorio. Secondo alcune teorie complottiste infatti un misterioso laboratorio o forse proprio quello sito a Wuhan, dipende dalla versione, avrebbe prodotto il virus per poi diffonderlo e studiarne le caratteristiche, esperimento che sarebbe quindi sfuggito di mano.

Secondo un’altra teoria invece, il virus sarebbe stato creato in laboratorio, insieme al vaccino, il cui brevetto sarebbe già stato depositato nel 2015 e accessibile negli Stati Uniti dal 2018 (come da copione, in tutte le teorie complottiste ad un certo punto compaiono gli Stati Uniti). Peccato però che il Coronavirus cui fanno riferimento non sia quello che ha scatenato l’attuale pandemia, (il cui genoma è ormai pubblico da diverse settimane, per cui la tesi del brevetto viene meno) ma riguarda il coronavirus attenuato della bronchite aviaria (Ibv), che fa parte dei “Gammacoronavirus” e colpisce i polli domestici, ricordiamoci che SARS e MERS invece sono beta-coronavirus.

Oltre a ciò bisogna considerare che il mercato dei vaccini non è una delle voci più redditizie del bilancio di una casa farmaceutica. Chiaramente ci guadagnano, ma incassano molto di più da altri tipi di farmaci, come quelli che ormai sono di largo consumo (ansiolitici, antidepressivi, etc come indicato nel rapporto dell’AIFA del 2018) [6]

Come spiegato in questo articolo l’analisi del genoma ormai pubblico da tempo, di SARS-CoV2, ha rivelato che non ci sono prove del fatto che il virus sia stato creato in laboratorio o sia frutto di ingegneria genetica. “comparando il genoma con i ceppi di coronavirus già conosciuti, abbiamo determinato che SARS-CoV2 ha avuto origine per un processo naturale” ha dichiarato infatti Kristina Andersen, PhD e professore associato di immunologia e microbiologia al allo Scripps Research e autore dell’articolo. Inoltre il genoma del virus è molto simile a quello dei coronavirus trovati in pipistrelli e pangolino.

Perché queste misure?

Perché un virus fa così paura, tanto da prendere in considerazione misure estreme come l’isolamento, la chiusura delle scuole e delle fabbriche il divieto di assembramento?

I motivi sono diversi. Abbiamo potuto vedere che quella che sembrava essere un’epidemia legata ad una regione della Cina è diventata abbastanza velocemente una pandemia, che ha colpito tutto il mondo in maniera più o meno forte e che ad ora continua a diffondersi.

Qualcuno ha paragonato questa infezione alla classica influenza, vediamo perché non è vero e sono due questioni totalmente diverse. Quello che cambia è infatti la letalità.

Ma che cos’è la letalità? E’ una misura di incidenza utilizzata in epidemiologia, che indica il numero totale di decessi per una determinata malattia in rapporto al numero totale di soggetti affetti da tale malattia. indicare la probabilità, per un ammalato, di venire a morte per quella malattia in un dato periodo di tempo. E’ un parametro utile particolarmente nelle malattie infettive.

Definire il tasso di letalità di una malattia non è una cosa molto complicata. Il termine serve per indicare la percentuale calcolata sul numero di persone morte per una determinata malattia diviso per il numero totale di persone che si sono ammalate. Il problema non è l’operazione in sé, che vista così è infatti piuttosto banale, bensì avere la certezza che i due numeri indicati nel calcolo siano corretti.

Con la letalità possiamo capire perché questo virus non è come un’influenza.

Facciamo un confronto, il tasso di letalità dell’influenza stagionale oscilla tra lo 0,1 e lo 0,18 per cento. Per la SARS è del 10 per cento circa, mentre per la MERS è del 35 per cento. Per Ebola è oscillato tra il 25 e il 90 per cento, a seconda delle epidemie, con una media intorno al 50 per cento. Vuol dire che SARS uccide 10 persone su 100 malate, MERS 35 e ebola fino a 90.

E’ vero quindi che in VALORE ASSOLUTO l’influenza uccide più persone, ma semplicemente perché ne colpisce di più. Facciamo un esempio. Se l’influenza colpisce nel mondo 50 milioni di persone significa che ne uccide circa 50mila. Se questo virus colpisse lo stesso numero di persone ne ucciderebbe 1 milione e mezzo. Capite che non è la stessa cosa?

Sars-CoV2 sembra essere molto meno fatale rispetto ad altre infezioni da coronavirus come SARS-CoV1 e MERS e altre malattie che hanno causato grandi epidemie negli ultimi decenni. La sua letalità è infatti intorno al 3%.

(nota il virus è nuovo e i dati in continuo aggiornamento. Quello che è vero oggi su questi numeri potrebbe non esserlo tra una settimana, anche se la tendenza resta comunque quella).

Quello che ha preoccupato fin da subito non è tanto la letalità ma la diffusione del virus. Il rischio infatti è che quando si ammalano tante persone tutte insieme il sistema sanitario non sia in grado di gestirle perché sovraccarico e che inoltre i costi di gestione salgano tantissimo. Ed è esattamente quello che si sta verificando in tutto il mondo. Ricordiamoci che un ospedale sovraccarico, con persona sottoposto a turni di lavoro massacranti, può portare ad un aumento dei morti, perché è chiaro che vista l’enorme mole di lavoro non si possa seguire tutti i pazienti nello stesso modo.

Qui entra in gioco un altro fattore, che è l’R0 (R naught o R zero), cioè la capacità di diffondersi del virus. In pratica: quante persone posso infettare se contraggo il virus?

Se R0 è inferiore ad 1 vuol dire che la malattia è autolimitante, non ho nuovi infetti. Se di poco superiore ad 1 la crescita è lineare. Se è maggiore o uguale a 2 ho andamento esponenziale.

I patogeni hanno diversi R0 come 15 per il morbillo che infatti è molto virulento, lo sanno bene a Samoa, dove a fine dicembre 2019 si è verificata un’epidemia di morbillo, che ha portato alla morte di 81 persone e ne ha fatte ammalare 5600 in poco tempo.

Ad esempio MERS CoV ha R0 inferiore ad uno. In pratica uccide molte delle persone malate (ricordiamo che la letalità è del 35% quindi su 100 persone ne uccide 35) ma non è una minaccia impellente perché i focolai si limitano da soli, il virus infatti non si diffonde, i malati sono tutte persone che sono per qualche motivo passate dall’area mediorientale dove si è sviluppato il primo focolaio. SARS-CoV invece aveva un R0 di poco inferiore a 2.

R0 di Sars-cov2 si trova tra 2 e 3, (in Lombardia secondo alcune stime si è arrivati anche a 4) questo vuol dire che è più alto di quello dell’influenza (circa 1,5), anche se questa è più diffusa, e quindi come abbiamo visto prima in valore assoluto uccide più persone.

R0 non dipende solo dal virus ma un paramento globale influenzato dalle condizioni locali, dalla dieta e dallo stile di vita. Diverse aree del mondo possono avere diversi R0. E’ un fattore che riguarda più l’epidemia che una caratteristica intrinseca del virus.

Conclusioni

Ho trattato tanti argomenti in questa prima parte, importanti per capire come mai la situazione attuale richieda la collaborazione di tutti, cittadini e addetti ai lavori. Restano ancora diverse domande alle quali rispondere, e lo farò nel prossimo articolo dedicato all’argomento. Intanto per avere ulteriori informazioni, sia su come gestire la malattia sia su come comportarsi, vi ricordo di controllare sempre le fonti ufficiali come il sito dell’Istituto Superiore di Sanità, che trovate qui.

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Riferimenti Scientifici

[1] Wendong Li1,2, Zhengli Shi2,*, Meng Yu3, Wuze Ren2, Craig Smith4, Jonathan H. Epstein5, Hanzhong Wang2, Gary Crameri3, Zhihong Hu2, Huajun Zhang2, Jianhong Zhang2, Jennifer McEachern3, Hume Field4, Peter Daszak5, Bryan T. Eaton3, Shuyi Zhang1,6,*, Lin-Fa Wang3,*
Bats Are Natural Reservoirs of SARS-Like Coronaviruses

[2] Susanna K.P. Lau,1,2,3,4,† Antonio C.P. Wong,1,† Libao Zhang,5,† Hayes K.H. Luk,1 Jamie S. L. Kwok,6 Syed S. Ahmed,1 Jian-Piao Cai,1 Pyrear S.H. Zhao,1 Jade L.L. Teng,1,2,3 Stephen K.W. Tsui,6 Kwok-Yung Yuen,1,2,3,4,* and Patrick C. Y. Woo1,2,3,4,*
Novel Bat Alphacoronaviruses in Southern China Support Chinese Horseshoe Bats as an Important Reservoir for Potential Novel Coronaviruses

[3] Ping Liu,1 Wu Chen,2 and Jin-Ping Chen1,
Viral Metagenomics Revealed Sendai Virus and Coronavirus Infection of Malayan Pangolins (Manis javanica)

[4] Thomas J. O’Shea,corresponding author Paul M. Cryan, Andrew A. Cunningham, Anthony R. Fooks, David T.S. Hayman, Angela D. Luis, Alison J. Peel, Raina K. Plowright, and James L.N. Wood
Bat Flight and Zoonotic Viruses

[5] Wang LF1, Shi Z, Zhang S, Field H, Daszak P, Eaton BT.
Review of bats and SARS.

[6] Kristian G. Andersen, Andrew Rambaut, W. Ian Lipkin, Edward C. Holmes & Robert F. Garry
The proximal origin of SARS-CoV-2

[7] Tommy Tsan-Yuk Lam, Marcus Ho-Hin Shum, Hua-Chen Zhu, Yi-Gang Tong, Xue-Bing Ni,
Yun-Shi Liao, Wei Wei, William Yiu-Man Cheung, Wen-Juan Li, Lian-Feng Li, Gabriel M. Leung,
Edward C. Holmes, Yan-Ling Hu & Yi Guan
Identifying SARS-CoV-2 related coronaviruses in Malayan pangolins

[8] Ji W1, Wang W2, Zhao X3, Zai J4, Li X5.
Cross-species transmission of the newly identified coronavirus 2019-nCoV.

Riproduzione vietata. Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Termini e Condizioni